1. SKIP_MENU
  2. SKIP_CONTENT
  3. SKIP_FOOTER
  • Relax
  • Biblioteca a disposizione degli ospiti
  • Cura dei nostri ospiti
  • Aggiunti nuovi documenti
  • Centro per la Fisioterapia

Commiati

 

2. Per un amico che va in pensione

Ho avuto l’incarico di porgere a nome  dei dipendenti e degli ospiti tutti il saluto e il ringraziamento al dottor  D’Andrea, che va in pensione dopo 40 anni di lodevole servizio all’Istituto.

Sono grato di assolvere questo compito, anche perché mi lega a lui una amicizia sincera e discreta che dura da pari tempo.

Infatti ci siamo conosciuti a metà degli anni 70, quando proprio qui a Collereale per motivi di lavoro le nostre storie si sono incrociate, egli appena nuovo segretario ed io chiamato dall’amica Rosa Angelica (che faceva parte del CdA di allora) a dare una mano, più per un servizio che per un compenso: mi si chiedeva di fare da filtro tra i fornitori e l’amministrazione; venivo due o tre volte alla settimana nelle ore che la scuola mi lasciava libere dalle lezioni; fu introdotta la dieta bilanciata, il menù, la prima analisi sui costi, … quello che oggi fa con più competenza e professionalità Franca Caruso all’economato.

Fu in quegli anni di grande fermento che io e D’Andrea ci siamo ritrovati sulla stessa trincea.

Racconto un po’ la nostra storia personale, non solo per un atto di omaggio all’uomo, ma anche perché rappresenta un tratto della storia di Collereale.

Correvano gli anni settanta, anni di grandi rivolgimenti sociali, anni di piombo e anni della beat generation; eravamo giovani, attraversavamo la contestazione e volevamo cambiare quel mondo di matusa; si aprivano ampi spazi.

Anche a Collereale, sotto la presidenza saggia e prudente dell’indimenticabile monsignor Foti, spirava un vento nuovo. C’era tanto da fare: 140 ospiti, circa 50 dipendenti, due sole persone all’amministrazione (il segretario D’Andrea e il ragioniere Mondello), una gestione piuttosto familiare, molto solidale  ma che abbisognava di essere organizzata in modo più rispondente ai nuovi bisogni.

La nostra intesa fu perfetta.

Io insegnavo matematica al “Verona-Trento” nella sezione di informatica appena introdotta, e impegnato per il rinnovamento didattico della mia disciplina, mi accostavo all’informatica da pioniere. All’inizio degli anni 80 arrivarono a Messina i primi PC (8 Kb di RAM, memoria su nastro), poi il primo Mini sistema (un casciabanco  ingombrante, RAM 64kb, 180 Kb di memoria su floppy da 8”, sistema operativo CPM), stampante ad aghi rumorosa; il primo linguaggio evoluto era il BASIC o il COBOL, e da pioniere mi cimentavo nella programmazione.

D’Andrea accolse con entusiasmo l’idea di automatizzare i servizi di segreteria e con la sua consulenza realizzammo i programmi per la gestione della finanziaria, degli stipendi, degli ospiti e infine la turnazione. Furono i primi programmi di cui Collereale si dotò e sul suo esempio altre IPAB.

Da Collereale passarono via via tutti i tipi di PC sino all’APRICOT con processore INTEL 386.

Ora sono cimeli da museo! Sarebbe interessante curare un museo con quei pezzi e altro materiale che dorme negli archivi; servirebbe a fare memoria in una città che ha smarrito le sue memorie.

Negli anni 90 vicende personali mi portarono a levare le vele ad altri lidi e ad altri interessi.

Dopo 20 anni torno  a questo luogo a me familiare e noto con soddisfazione quanto sia cresciuto nelle strutture, nel personale, nell’organizzazione e nelle sue problematiche.

Penso allora a quanta parte abbia avuto D’Andrea in questa crescita, con la sua competenza ha  supportato le scelte dell’Amministrazione e l’ha guidata nella selva oscura di una legislazione sempre più complessa e soffocante.

Penso anche alle fatiche che  ha dovuto sopportare lungo il cammino, le amarezze e le delusioni che prova chiunque con dedizione e onestà si impegna nel fare.

Oggi all’orizzonte si intravedono nuove frontiere, spetta alla nuova generazione esplorarle; noi vecchi non abbiamo le energie per farlo, possiamo solo sostenere alle spalle chi lasciamo all’ impegno.

Caro Lillo, parafrasando san Paolo, possiamo dire: abbiamo combattuto la giusta battaglia, abbiamo compiuto la nostra corsa, ora passiamo il testimone ad altri atleti.

nfatti ci siamo conosciuti a metà degli anni 70, quando proprio qui a Collereale per motivi di lavoro le nostre storie si sono incrociate, egli appena nuovo segretario ed io chiamato dall’amica Rosa Angelica (che faceva parte del CdA di allora) a dare una mano, più per un servizio che per un compenso: mi si chiedeva di fare da filtro tra i fornitori e l’amministrazione; venivo due o tre volte alla settimana nelle ore che la scuola mi lasciava libere dalle lezioni; fu introdotta la dieta bilanciata, il menù, la prima analisi sui costi, … quello che oggi fa con più competenza e professionalità Franca Caruso all’economato.

Fu in quegli anni di grande fermento che io e D’Andrea ci siamo ritrovati sulla stessa trincea.

Racconto un po’ la nostra storia personale, non solo per un atto di omaggio all’uomo, ma anche perché rappresenta un tratto della storia di Collereale.

Correvano gli anni settanta, anni di grandi rivolgimenti sociali, anni di piombo e anni della beat generation; eravamo giovani, attraversavamo la contestazione e volevamo cambiare quel mondo di matusa; si aprivano ampi spazi.

Anche a Collereale, sotto la presidenza saggia e prudente dell’indimenticabile monsignor Foti, spirava un vento nuovo. C’era tanto da fare: 140 ospiti, circa 50 dipendenti, due sole persone all’amministrazione (il segretario D’Andrea e il ragioniere Mondello), una gestione piuttosto familiare, molto solidale  ma che abbisognava di essere organizzata in modo più rispondente ai nuovi bisogni.

La nostra intesa fu perfetta.

Io insegnavo matematica al “Verona-Trento” nella sezione di informatica appena introdotta, e impegnato per il rinnovamento didattico della mia disciplina, mi accostavo all’informatica da pioniere. All’inizio degli anni 80 arrivarono a Messina i primi PC (8 Kb di RAM, memoria su nastro), poi il primo Mini sistema (un casciabanco  ingombrante, RAM 64kb, 180 Kb di memoria su floppy da 8”, sistema operativo CPM), stampante ad aghi rumorosa; il primo linguaggio evoluto era il BASIC o il COBOL, e da pioniere mi cimentavo nella programmazione.

D’Andrea accolse con entusiasmo l’idea di automatizzare i servizi di segreteria e con la sua consulenza realizzammo i programmi per la gestione della finanziaria, degli stipendi, degli ospiti e infine la turnazione. Furono i primi programmi di cui Collereale si dotò e sul suo esempio altre IPAB.

Da Collereale passarono via via tutti i tipi di PC sino all’APRICOT con processore INTEL 386.

Ora sono cimeli da museo! Sarebbe interessante curare un museo con quei pezzi e altro materiale che dorme negli archivi; servirebbe a fare memoria in una città che ha smarrito le sue memorie.

Negli anni 90 vicende personali mi portarono a levare le vele ad altri lidi e ad altri interessi.

Dopo 20 anni torno  a questo luogo a me familiare e noto con soddisfazione quanto sia cresciuto nelle strutture, nel personale, nell’organizzazione e nelle sue problematiche.

Penso allora a quanta parte abbia avuto D’Andrea in questa crescita, con la sua competenza ha  supportato le scelte dell’Amministrazione e l’ha guidata nella selva oscura di una legislazione sempre più complessa e soffocante.

Penso anche alle fatiche che  ha dovuto sopportare lungo il cammino, le amarezze e le delusioni che prova chiunque con dedizione e onestà si impegna nel fare.

Oggi all’orizzonte si intravedono nuove frontiere, spetta alla nuova generazione esplorarle; noi vecchi non abbiamo le energie per farlo, possiamo solo sostenere alle spalle chi lasciamo all’ impegno.

Caro Lillo, parafrasando san Paolo, possiamo dire: abbiamo combattuto la giusta battaglia, abbiamo compiuto la nostra corsa, ora passiamo il testimone ad altri atleti; a noi spetta il giusto riposo.

Io ti auguro che il tuo sia il riposo dei vivi, di chi recupera il tempo alle volte sottratto agli affetti, ma non dimentica di dare ancora una mano laddove utilmente richiesta.

Noi contiamo che tu non disperda la tua professionalità e continui con libertà a collaborare per una maggiore crescita di Collereale.

  Grazie e buon riposo!

                                      Con affetto

                                                                                                                                                                                                             Marcello Amico

Collereale, 23 ottobre 2014

 

 

 

1. Lettera di commiato a suor Paola

Gentili Signore e Signori,

ospiti del Collereale e precisamente: dal Reparto donne - Infermeria donne – Clero – Residence Girasole – Pensionato – Reparto uomini e Reparto nuovo.

Siamo riuniti in questo auditorio per un atto doveroso e cioè per dare il saluto di commiato alla benevola Suor Paola.

Innanzitutto un vivo ringraziamento per avermi voluto onorare, scegliendomi come portavoce per esprimere il vostro intendimento e quindi manifestare a Suor Paola tutta la benevolenza, il rispetto, la stima, il riconoscimento, che nutrite nei suoi confronti.

A tal uopo mi associo anche io, in quanto pure io sono ospite di questo nobile Istituto.

Però nell’esprimere, a nome mio e vostro, tutta la nostra riconoscenza, mi assale la tristezza, perché la Madre Superiora a presto ci lascerà.

Come possiamo mai dimenticare una persona, di sì tale levatura! La quale, col suo spirito di altruismo e magnanimità d’animo si è sempre prodigata per tutti noi con grande abnegazione, considerando la sua missione una ragione di vita.

Come si può dimenticare la sua puntualità e precisione, profondendo le sue energie, per far sì che ogni cosa fosse al suo posto e in perfetto ordine.

Anche se qualche volta è stato necessario puntualizzare qualcosa, lo ha sempre fatto a fin di bene e il suo piglio severo era nel contempo amorevole come quello di una  madre indotta a richiamare i propri figli. Ha sempre  dimostrato benevolenza, segno tangibile di un animo nobile e un cuore d’oro.

Suor  Paola, ci mancherà!

Grazie di vero cuore per il bene che ha donato a tutti noi.

Augurando che il suo apostolato sia ancora ricco di ogni soddisfazione, Le auguriamo tanta fortuna, unitamente ai più calorosi e distinti saluti di tutti gli ospiti della comunità del Collereale.

Grazie ancora.

Viva suor Paola! Lunga vita a suor Paola!

                                               Nino Intersimone

Residence Girasole

Messina, 19 settembre 2014

 

condividi

Submit to FacebookSubmit to Google Plus